borgo Piano neve
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Borgo Piano Neve ricade nel territorio di Buseto Palizzolo, piccolo centro a pochi chilometri da Trapani, e all’interno di quello che un tempo era il Consorzio dei Margi di Birgi e del Gorgo Marausa, confluito oggi nel Consorzio di Bonifica 1 Trapani, stando al decreto del Presidente della Regione siciliana del 23 maggio 1997.
La storia del consorzio inizia con la classificazione dei territori da bonificare in prima categoria, in base al Regio Decreto (RD) n.3256 del 30 dicembre 1923 e la successiva costituzione dell’Ente grazie al RD n.1572 del 25 aprile 1929. La delimitazione del territorio, inizialmente di soli 1847 ettari, era compresa tra la linea ferroviaria Marsala-Trapani e il torrente Birgi.
Il progetto originario di bonifica, redatto nel 1931 dall’Ing. Alberto Marascia, è respinto dal Comitato Tecnico Amministrativo (CTA) del Provveditorato alle Opere Pubbliche per la Sicilia con voto n.1460 del 31 luglio 1933. Successivamente il piano viene aggiornato dall’Istituto Vittorio Emanuele III per il Bonificamento della Sicilia ed approvato dal CTA con voto n.2083 del 10 agosto 1934. Con Decreto Ministeriale 9 luglio 1936 n.3753, è concessa al Consorzio l’esecuzione del primo stralcio dei lavori, comprendenti l’inalveazione arginata del Birgi allo scopo di attuare il miglioramento igienico, la sistemazione idraulica dell’ultimo tratto del torrente, la costruzione di due strade di bonifica e un acquedotto rurale per l’approvvigionamento idrico del comprensorio.
Ben presto, però, si rende necessario un ulteriore ampliamento del perimetro consortile a tutto il bacino imbrifero del Birgi per potere consentire un «razionale ed efficace intervento su tutto il sistema idrografico della zona». In applicazione della legge sulla colonizzazione del latifondo, si emana il Decreto del Ministero Agricoltura e Foreste n.3224 del 15 aprile 1940 e con DPRS n.152/A del 30 dicembre 1948 l’area si estende ai definitivi 46.838 ettari, comprendendo in questo modo anche una gran parte dell’alto bacino del fiume Kaggéra.
Dal punto di vista del regime fondiario, l’area del consorzio si caratterizza per proprietà particellari ridotte per il 30% dell’intera superficie. Le abitazioni rurali, oltre le 96 case coloniche realizzate dall’Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano (ECLS) nelle vicinanze di Borgo Fazio e Borgo Bassi, comprendono case agglomerate, sparse, casette ricovero e bagli.
Con voto n. 29738 del 5 febbraio 1953, il CTA si riunisce per approvare il piano generale di bonifica preparato dal Consorzio per una spesa complessiva di 3.308.500.000Lire di cui 3.046.800.000Lire a carico dello Stato e la rimanente parte a carico dei proprietari consorziati. Il progetto consiste in una parte relativa alle opere di competenza statale, redatta il 27 gennaio 1950 dal Servizio di Ingegneria dell’Ente di Riforma Agraria (ERAS, succeduto all’ECLS), e dalle direttive di massima della conseguente trasformazione fondiaria, realizzata dal Dott. Morici il 10 marzo 1950. Sono previste, nello specifico, opere di sistemazione idraulica dei corsi d’acqua, canalizzazioni di scolo, rimboschimenti, viabilità rurale per uno sviluppo totale di 133km, dieci case cantoniere tra semplici e doppie e l’approvvigionamento idrico del comprensorio grazie all’acquedotto di Montescuro.
Un capitolo sostanzioso è infine dedicato alla costruzione dei borghi rurali. Si ritiene indispensabile, per conseguire il massimo sviluppo dell’agricoltura, realizzare un insediamento stabile dei contadini nella campagna e creare un’attrezzatura per il «soddisfacimento delle loro più essenziali esigenze (assistenza sociale, sanitaria, civile e religiosa)». Viene così proposta la costruzione di 7 borghi e «precisamente due del tipo B, da sorgere nelle località di Marcanza e di Baglio Bonavia, e cinque del tipo C nelle località Case Caramazza, Giumarrone, Ranchibilotto, Giarretta, Stazione di Bruca».
L’investimento occorrente viene valutato in 138milioni di Lire di cui 64milioni per i due borghi di tipo B e 74milioni per gli altri centri. Riportati nella mappa redatta dall’ERAS nel 1956, nessuno di questi borghi vedrà mai l’esecuzione mentre grazie alla volontà dell’Ente di Riforma si realizza Borgo Badia, Borgo Bruca e la scuola di Binuara mentre grazie al consorzio nascono Borgo Sperone a Custonaci, Borgo Piano Neve in territorio di Buseto Palizzolo e Borgo Tangi a Valderice.
Il progetto esecutivo per un borgo di tipo C in località Piano Neve viene redatto il 23 marzo 1955 dall’Ufficio Tecnico del consorzio per una spesa iniziale di 53.700.000 Lire. Esaminato dall’Ufficio del Genio Civile di Trapani, il progetto viene però respinto perchè i locali a servizio della chiesa e quelli della scuola non risultano in «armonia con le disposizioni di cui al R.D. 27/5/940 n.875, specie per i servizi igienici e l’alloggio insegnanti».
Il 14 luglio, il consorzio presenta nuovamente al Genio Civile il progetto in parola, modificato come richiesto, e si rivedono alcuni prezzi «armonizzandoli con quelli praticati nella zona ed ha depennato tutti quelli non ritenuti necessari perché il relativo onere era compreso in altre voci di capitolato».
Pochi giorni dopo, il Comitato Tecnico Amministrativo del Provveditorato alle Opere Pubbliche approva con voto n.33096 il progetto che viene a sua volta ratificato dall’Assessorato Agricoltura e Foreste con Decreto n.5/6767 AGR del 26 agosto 1955 per una spesa di 56milioni di Lire. L’Assessorato rileva però che l’elaborato non rispetta alcune caratteristiche fissate dai decreti interassessoriali n.2/3597 dell’aprile 1953 e n.2/4679 del giugno 1954, obbligando il consorzio a redigere una terza perizia di variante ai fini di accertare l’economia di spesa. Il 10 agosto 1956, gli uffici tecnici preparano la nuova documentazione in cui vengono aboliti alcuni locali e ampliati gli alloggi della scuola e dell’ambulatorio, riducendo il costo complessivo delle opere a 53.293.000 Lire.
L’economia della spesa, in dipendenza delle modifiche effettuate, è di 2.707.000Lire rispetto al progetto iniziale, cifra che si decide di utilizzare per la sistemazione delle aree intorno al nuovo centro rurale, lasciando così inalterato l’importo originario di concessione. La variante è, infine, approvata sia dal CTA con voto n.34808 del 12 novembre che dal Decreto Assessoriale di rettifica n.5/11340 AGR del 22 novembre 1956 che, tenuto conto dell’economia per il ribasso d’asta, riduce la spesa per la costruzione del centro rurale a 48.836.000Lire. Infine, con successivo Decreto n.5/11854 AGR del 27 settembre 1958, l’Assessorato approva un’ulteriore perizia di variante, redatta il 3 giugno.
In relazione all’esito della gara di appalto, esperita dal Consorzio del Birgi il 24 novembre 1955, a partecipare sono diverse imprese siciliane e nazionali. Alcune di queste, come la Di Stefano, non presentano la documentazione richiesta e di conseguenza sono escluse. Dopo aver preso visione del capitolato, dell’elenco prezzi e di tutte le norme relative ai lavori, l’offerta migliore arriva dalla Spa Costruzioni e Appalti per la Sicilia che propone un ribasso del 7,50% e della Veroux con un’offerta del 2,35%.
Tuttavia, i lavori, affidati all’Impresa Funaro Clemente di Santa Ninfa grazie ad un ribasso d’asta del 14,37%, sono ratificati dall’Assessorato con nota n.5/2994 del 3 aprile 1956. Il contratto tra Ente e Impresa viene stipulato presso la sede consortile di Trapani il 13 maggio 1956 per un importo netto di 38.226.458Lire. Gli elaborati sono firmati ed il cantiere viene avviato sotto la direzione dell’Ing. Paolo Parrinello, Capo dell’Ufficio Tecnico del Consorzio, coadiuvato dal Geom. Mario Giorlando per la contabilità.
Malgrado le continue piogge, una forte nevicata, il freddo ed il vento abbiano ostacolato le opere, i lavori si svolgono regolarmente secondo le previsioni contrattuali e le disposizioni della dirigenza. Durante tutto il periodo non si verificano danni di forza maggiore ne infortuni, ne incidenti di qualsiasi genere degni di rilievo, così che la costruzione viene ultimata il 7 maggio 1957, rispettando l’art.71 del capitolato speciale d’appalto.
Borgo Piano Neve si compone di tre edifici: la chiesa con annesso campanile e sagrestia, l’abitazione del sacerdote, un auditorium comprendente un unico salone ed un WC. La scuola, invece, presenta sei aule, un vano per la direzione, un corridoio, bagni e disimpegni. L’ambulatorio medico, posto nella parte più alta del centro rurale, è su due elevazioni e riprende quello di Borgo Sperone. Al piano terreno vi è una sala d’attesa e una per le visite, il deposito dei medicinali, il bagno e un disimpegno. Il primo piano, infine, risulta composto da un ingresso, da uno stanzino, dal bagno, da una cucina e da una stanza da letto.
Il Comune di Buseto Palizzolo con lettera n.2588 del 27 agosto 1959 chiede al Consorzio del Birgi di poter utilizzare i locali scolastici di Borgo Piano Neve ormai ultimati, a decorrere dal 16 settembre. Sembra infatti che le aule del vecchio plesso di via Toselli non siano «più utilizzabili e pertanto questa Amministrazione sarebbe costretta a trasferire subito la scuola in altri locali […] verso Ballata, con grave disagio per la popolazione interessata». Grazie al nullaosta assessoriale n.8865/8916 del 23 ottobre, il 6 novembre si formalizza l’acquisizione dei locali da parte del comune trapanese a cui nei mesi successivi seguiranno quelli della chiesa e dell’ambulatorio.
Il collaudo del centro rurale viene affidato all’Ing. Zucchi, grazie alla lettera d’incarico del Presidente del Consorzio con lettera n.1535 del 7 settembre 1959. Così, il 10 novembre intervengono a valutare le condizioni e lo stato del nuovo borgo rurale l’Ing. Parrinello, il Geom. Giorlando, il Geom. Plaia per il Genio Civile ed il Sig. Funaro, titolare dell’impresa. Si ispeziona la chiesa, la scuola e l’ambulatorio con i relativi alloggi, la sistemazione dei piazzali e le aree esterne ai tre fabbricati.
A parte alcuni piccoli lavori, ordinati dal collaudatore, l’opera si ritiene eseguita «a regola d’arte e secondo le prescrizioni del contratto» e l’importo effettivo risulta addirittura inferiore di oltre 400mila Lire, facendo scendere ulteriormente il prezzo finale a 37.825.205Lire. Con Decreto del Presidente della Repubblica n.1166 del 4 settembre 1961, si riconosce, agli effetti civili, il decreto dell’Ordinario diocesano di Trapani in data 31 gennaio 1960, relativo all’erezione della parrocchia di Nostra Signora di Fatima.
In seguito alla richiesta del consorzio, avanzata con nota n.125 del 23 gennaio 1965 ed autorizzata dall’Assessorato con nota n.BO/1597 del maggio successivo, l’Ufficio Tecnico redige, il 15 febbraio 1966, una perizia per le opere di completamento di Borgo Piano Neve. I lavori hanno lo scopo di eliminare le infiltrazioni di acqua piovana attraverso la copertura dell’abside; prevedono l’ampliamento dell’alloggio della canonica; la costruzione di un muro di sostegno in prosecuzione di quello già esistente; la costruzione di un cunicolo drenante. L’importo della perizia di 10 milioni è approvato sia dal Genio Civile di Trapani (aprile 1966) che dal Comitato Tecnico Provinciale per la Bonifica Integrale e con nota n.BO/6825 del 21 giugno 1968 anche dall’Assessorato Agricoltura e Foreste.
Il 14 novembre 1974, il Geom. Salvatore Valenti redige una relazione tecnica inerente alcuni lavori urgenti e di miglioramento delle funzionalità del borgo rurale di Piano Neve. Nel gennaio 1973, su segnalazione del parroco, il Consorzio del Birgi dispone un sopralluogo per accertare lo «stato di conservazione e funzionalità» della chiesa, della canonica, della scuola e dell’ambulatorio.
Con nota n.318 del 7 febbraio 1973, viene chiesto all’assessorato competente di redigere una perizia per l’importo di 20 milioni, concessa con nota n.478 del 28 giugno 1974. Il CTA dell’assessorato, con voto n.3860 del 26 marzo 1975 e successivo voto n.9669 del 30 gennaio 1981, si esprime favorevolmente «sull’ammissibilità in linea tecnica ed economica del progetto» di Valenti che nel contempo era stato rielaborato ed aggiornato nei prezzi nell’ottobre 1980 per un importo di 79 milioni di Lire.
Con autorizzazione n.30692 del 31 marzo 1982, il Genio Civile di Trapani autorizza l’Impresa Candela ad eseguire i lavori concessi con decreto assessoriale n.15/290 del 22 aprile 1981 al Consorzio di Bonifica relativi alla costruzione di un muro di sostegno e al miglioramento della funzionalità del centro, per un importo totale di 78.340.000Lire. Nell’agosto 1982, la direzione dei lavori redige ai sensi dell’art.13 della L.R. n.19/72 la perizia di variante e variata distribuzione di spesa, resasi necessaria in seguito ad altro finanziamento affidato al Comune di Buseto Palizzolo per la stessa opera in base al decreto n.3124/81 del 26 giugno 1981.
Per accertare eventuali sovrapposizioni relative ai finanziamenti, con verbale di constatazione dell’8 febbraio 1982, si procede all’individuazione dei lavori di competenza comunale e consortile. Risulta che il comune si sarebbe occupato della riparazione e ristrutturazione della chiesa del borgo per un importo di 200milioni, mentre il consorzio «che aveva in programma soltanto la costruzione di un tratto di muro in calcestruzzo […], avrebbe provveduto alla costruzione di tutto un muro di sostegno». L’11 gennaio 1984, infine, viene firmato il certificato di collaudo dal Dott. Ugo Mussolin relativo alle opere eseguite.
Infine, con delibera consortile del 23 giugno 2000, si accoglie la richiesta del Comune di Buseto di prendere in gestione temporanea i locali di Borgo Piano Neve, in attesa che l’Assessorato competente decreti il trasferimento definitivo secondo la legge 890/1942. Nel frattempo, la scuola svolge attività di educazione musicale grazie all’Associazione Musicale “Giacomo Candela”, la chiesa rimane un punto di ritrovo per la comunità locale mentre l’ambulatorio sembra essere occupato da privati che ne assicurano la manutenzione.
