Manifesto del Futurismo Rurale @ Gravitas

KAD (KalsArtDistrict) presenta Gravitas, a cura di Dimora OZ in collaborazione con Spazio Flaccovio, una serie di talk che indagano pratiche, contesti, produzioni e progetti contemporanei ospitati a dialogare sul tappeto di Jonas Staal, allestito appositamente per BAM all’interno del programma di Transeuropa Festival.

L’ultima di queste riguarda la presentazione del Manifesto del Futurismo Rurale. L’idea è stata sviluppata da Leandro Pisano e Beatrice Ferrara come teoria e pratica per la creazione di comunità e progettazione co-partecipata all’interno delle aree rurali del mondo. La ruralità si manifesta come azione di presenza e realtà politica, andando e superando oltre le sue caratteristiche geografiche per imporsi come modello concreto e paradigmatico capace di elaborare una sinergia fra best practices, tecnologia e consapevolezza del territorio e della sua tradizione.


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Nuove Geografie del Suono @ Catania

È possibile indagare le trasformazioni dei paesaggi, dei territori ed i cambiamenti in atto nelle geografie politiche e culturali del mondo contemporaneo, attraverso le pratiche dell’ascolto?
È intorno a questo interrogativo che si costruisce l’analisi sviluppata da “Nuove geografie del suono” (Meltemi, pagg. 196, €18,00), esordio letterario di Leandro Pisano, curatore e ricercatore già noto in ambito internazionale per i suoi progetti legati alle nuove tecnologie, al suono ed ai territori rurali (Interferenze new arts festival, Liminaria).
Si tratta di un testo che elabora una serie di temi di stringente attualità, a partire dall’ecologia politica fino alla critica tecno-culturale, attraverso una prospettiva, quella degli studi sul suono, che sempre più va acquisendo rilevanza e spazio non solo nell’arte contemporanea, ma anche all’interno del dominio delle scienze umane e sociali.
Le aree rurali, i luoghi abbandonati, gli ambienti di confine diventano in questa trattazione spazi estetici inusitati, attraversati dal suono e dalle pratiche artistiche ad esso legate come dispositivi di indagine.
È una narrazione che connette territori e geografie a diverse latitudini: dal deserto di Atacama in Cile alle aree rurali dell’Irpinia e del Sannio beneventano, dal Messico al Pakistan, dal Marocco ai borghi abbandonati in Sicilia, mettendo via via in questione i concetti di comunità, identità, cartografia, antropocentrismo, universalismo.
Questo libro offre spunti inediti, sconfinando in territori raramente esplorati nel panorama degli studi italiani, aprendo la ricerca sul suono ad esiti che lo collocano al di fuori di una prospettiva puramente musicologica, ma anche in dialogo con essa, in tensione verso nuovi possibili scenari di indagine.
In un contesto in cui si incrociano i contributi significativi di diverse discipline ed approcci, l’autore ci invita a riscoprire, “così la possibilità non solo di abitare i luoghi, ma anche, una volta di più, di immaginarli e costruirli rendendoli ambiente complessi e riecheggianti. Facendo esperienza del pensiero, in ultima analisi, come un’infinita risonanza”.
A discutere dei temi trattati saranno, oltre all’autore, il semiologo Emiliano Battistini e l’architetto Marilena La China.

BIO
Leandro Pisano, curatore, critico e ricercatore indipendente, si occupa delle intersezioni tra arte, suono e tecnoculture. È dottore di ricerca in Studi culturali e postcoloniali del mondo anglofono presso l’Università “L’Orientale” di Napoli. Dirige dal 2003 il festival internazionale di new arts Interferenze ed ha fondato nel 2014 Liminaria, progetto di potenziamento delle reti locali nel Fortore beneventano.

Emiliano Battistini è dottorando in Studi Culturali Europei presso l’Università di Palermo, dove si interessa di semiotica e Sound Studies. Musicista e artista sonoro, lavora nel campo del paesaggio sonoro con il collettivo Ground-to-Sea Sound Collective e con il progetto Vin Voix Valais, creando installazioni e concerti site-specific.

Marilena La China è insegnate presso l’I.C. Nino Di Maria di Sommatino-Delia. Laureata in architettura ad indirizzo storico (1996) e dottore di ricerca presso l’università di Palermo in Pianificazione urbana e territoriale (2004). Docente a incarico presso le università di Agrigento ed Enna. Responsabile provinciale per Caltanissetta dell’associazione SiciliAntica. Esperta in borghi rurali e studiosa di architettura del e nel paesaggio.

Per tutte le info, i dettagli e per prendere parte all’incontro potete scriverci QUI o contattarci sulla nostra pagina FACEBOOK.

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Crash @ DimoraOZ

Piccole ombre scure s’intravedono sulla collina. Poi ti avvicini e le ombre acquisiscono consistenza, volume, tridimensionalità, ferocia. Cubi, soldati in cemento, simboli di una battaglia persa. Persa contro la mafia, contro l’illegalità, contro l’ingiustizia. Lassù, Pizzo Sella ricorda un campo di battaglia abbandonato, in cui ci si muove come in uno spazio segreto, addentrandosi con cautela in una temporalità sospesa, come sul luogo di una tragedia, di un disastro, di un crimine sanguinario. Si osserva imbarazzati, muti.
I babilonici terrazzamenti, le strade carreggiabili impervie, i terrazzi follemente aggettanti sospesi sul baratro. I frammenti dei vetri delle finestre, il lento sbriciolarsi delle pareti. Cammini quasi con paura in quel territorio così fragile eppure ancora così solido.
I ciuffi del penniseto selvatico e dell’asparago selvatico. Un albero di fichi in un salone mai abitato. Il fischio di una poiana. Il paesaggio interstiziale, vegetale e sonoro, genera una tensione irrisolvibile con gli scheletri di cemento, le finestre infrante, le persiane divelte, i mattoni sgretolati. I nostri passi sui frammenti di vetro.
Il sorgere del terzo paesaggio non rivela tuttavia la capacità della natura di rigenerarsi all’infinito, annullando, sanando o occultando l’attività dell’essere umano. Annuncia invece il carattere irriducibilmente ibrido dell’antropocene futuro. Non c’è riconciliazione possibile, né ritorno allo status quo ante pre-umano. Siamo gettati nel futuro e per sempre responsabili del paesaggio che costruiamo.

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DimoraOZ, laboratorio di arti visive, performative e multimediali presenta Crash, un progetto che nasce da un’idea di Lorenzo ed Elettra Bordonaro, in collaborazione con VacuaMœnia.net e Andrea Di Gangi (Fare Ala). Realizzato all’interno del sito residenziale di Pizzo Sella, un complesso di 170 abitazioni, sulla collina appartenente alla riserva naturalistica di Capo Gallo, Pizzo Sella è l’emblema del “Sacco” edilizio di Palermo. A partire dal 1978, l’amministrazione comunale della giunta Ciancimino diede irregolarmente le prime concessioni edilizie all’impresa di Michele Greco, noto mafioso.
Crash é il risultato di una ricerca antropologica sui processi di segmentazione socio-spaziali nella città contemporanea. Qui la presentazione di frammenti di materiali costruttivi dialoga con il paesaggio sonoro della collina appartenente alla Conca d’Oro, catturato dal fieldrecording di VacuaMœnia, restituendo la tensione tra costruito e natura.
Crash si inserisce all’interno della riflessione di Pizzo Sella Art Village, un progetto di placemaking sul degrado urbanistico.
L’allestimento di Crash all’interno della sede di DimoraOZ verrà registrato dal videomaker e co-fondatore di Fare Ala, Andrea Di Gangi.

QUANDO – Opening 29 Luglio \\\ ORE 19
DOVE – Dimora OZ Via Sant’Agostino 31, Palermo
CONTATTI[email protected]
PREZZO – Gratis

Crediti:
Artists: Lorenzo Bordonaro, Elettra Bordonaro
Sound Artists: VacuaMœnia (Fabio R. Lattuca, Pietro Bonanno)
Video: Andrea Di Gangi

Crash from VacuaMoenia on Vimeo.