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Borgo Vicaretto

Borgo Vicaretto si affaccia sull’attuale SP112 ex-SS121 e sorge sui territori che fino a pochi decenni fa appartenevano al Feudo Tùdia. Secondo il programma stilato dall’ERAS il 26 Agosto 1955, a Vicaretto, interno al Consorzio di Bonifica Serra Fichera – Stazione di Vallelunga, era programmata inizialmente una scuola rurale per un importo di 15.000.000Lire a servizio delle case coloniche del P.R.80, espropriata alla Ditta La Duca Vincenzo. La zona di scorporo, oltre all’area vicina alle abitazioni dei contadini, si sviluppava poco più a nord dove sorge la Masseria Turrumè, per un’estensione totale di 109ha circa.
Data l’orografia del terreno in leggera pendenza, le abitazioni della prima fase (Marzo 1958) sono posizionate a schiera e distanziate fra loro a gruppi di cinque sullo stesso livello altimetrico. La struttura abitativa a singola elevazione è quella che è possibile ritrovare a Binuara, Mandra Tonda e in diversi piani di ripartizione sparsi in Sicilia.
La progettazione della scuola rurale, del tutto simile a quella di Binuara e Capparini, porta la firma del direttore dell’Ufficio Tecnico Riforma Agraria – Settore Borghi l’Ing. Luigi Panico ed è del 24 Giugno 1958. L’impresa incaricata fu la S.I.L.E.S. secondo il D.A.15155/R.A. del 22 Ottobre 1958 per un importo a base d’asta di 27.095.300Lire più 3.954.700Lire per le somme a disposizione. A dirigere i lavori fu l’Arch. Barraco – che firmò i progetti dei borghi Runza e Desisa – coadiuvato dal contabile il Prof. Abbate.
Lo stesso Ing. Panico riassunse in un documento del 12 Ottobre 1959 le attività svolte dal suo ufficio dal 1957 al 30/9/1959. Suddiviso in diversi punti, alla lettera C della relazione si sottolineava che per i progetti in corso di esecuzione “l’esiguità [dei finanziamenti, n.d.r.] è giustificata dal fatto che la maggior parte di detti lavori, malgrado  fossero stati progettati all’inizio dell’esercizio finanziario 1957-58, per il ritardo verificatosi nell’emissione dei decreti di approvazione, vennero appaltati al termine di detto esercizio ed al cuni soltanto durante l’attuale esercizio 1958-59″. La cifra stimata era di 958.920.175Lire mentre i fondi a disposizione fino a quel momento erano  solo di un terzo, 357.311.528Lire. Tra i progetti menzionati anche quello della “Scuola – Asilo” del Borgo che aumentò a 31.070.000Lire, più del doppio della cifra iniziale. Questo il probabile motivo per cui la Scuola almeno in questa fase non fu realizzata. Le mappe IGM25000 degli anni ’70, ad esempio, indicano Borgo Vicaretto come un semplice agglomerato di case.
Dieci anni dopo – il 19 Marzo 1968 – l’ESA consegnò altri undici immobili, questa volta più spaziosi e comodi che andarono a integrare e sostituire le vecchie costruzioni. Dal 1958 ad oggi, si è avuta una serie di cambi di proprietà delle abitazioni per eredità, comodato d’uso, acquisti e cessioni che hanno determinato lo spopolamento e il conseguente accorpamento di più lotti detenuti da singoli elementi (per maggiori info, è possibile leggere la relazione tecnico – agronomica realizzata dall’ESA).
Nel 1966, l’ESA si rese conto che era opportuno realizzare al Borgo dei servizi minimi. Così, fu incaricato nuovamente l’Arch. Barraco con l’impegno di redigere un progetto ex-novo per la scuola asilo e un progetto originale per la chiesa e l’edificio alloggi. Il 10 Dicembre di quell’anno furono firmati i disegni delle nuove strutture; la novità fu l’accorpamento dell’istituto religioso con la scuola – asilo, oggi rintracciabile nel centro sociale, rievocando la linea progettuale dei sottoborghi ECLS e attuata nei centri Pasquale e Ficuzza della Valle del Tumarrano. Alle spalle di questo nucleo, si trova l’edificio alloggi composto da due elevazioni che avrebbe ospitato i dipendenti dell’ERAS. La particolare conformazione “a ventaglio” di Borgo Vicaretto non ha permesso la creazione di uno degli elementi distintivi dei borghi rurali: la piazza. Così, sia le strutture di servizio che le case degli assegnatari si rincorrono l’una con l’altra tra le strette stradine, eliminando uno dei luoghi aggregativi per eccellenza e causando il declino del piccolo centro siciliano.
Secondo una relazione di circa trent’anni fa, diversi fabbricati risultavano diruti e adattati a deposito di foraggi mentre altri, totalmente ricostruiti, furono destinati a botteghe. Vari appartamenti risultavano occupati da vecchi assegnatari o dai figli che mantennero in discreto stato le abitazioni. Il centro sociale era in parte adibito a scuola e palestra, le camere ed i servizi si trovavano in ottime condizioni. Le altre camere, invece, erano utilizzate dal Sig. Zafonte Giuseppe “che le utilizza come deposito di grano, orzo, concimi e piccoli mezzi meccanici”. Le imposte erano ancora complete di vetri e serrande, tranne quella che “confina con la scuola, ha la serranda malandata”. I locali destinati alla Chiesa erano puliti ed in ottime condizioni eccetto che per alcune tracce di umidità nella parete comune con il centro sociale. A prendersi cura, a titolo volontario, di Borgo Vicaretto fu proprio Zafonte che sin dal 1957 viveva stabilmente nel centro rurale. Questi sovraintendeva alla “piccola manutenzione” e  realizzò a sue spese la porta in ferro per il centro sociale e per la chiesa, ancora oggi presenti.
Borgo Vicaretto, tutt’ora della disponibilità dell’ESA, fa parte del progetto della “Via dei borghi“, promosso negli scorsi anni dall’Ente che avrebbe usufruito dei finanziamenti dell’Asse 3 del P.S.R. Sicilia 2007/2013. Il centro avrebbe permesso, data la ridotta estensione dei locali pubblici, di realizzare con un investimento di circa 600.000Euro strutture di accoglienza per esposizione e degustazione dei prodotti e assistenza ai fruitori della Via. Con il coinvolgimento del Comune di Castellana Sicula e di privati interessati (per esempio gli assegnatari delle case coloniche o i titolari di maneggi e aziende agricole) sarebbe possibile estendere le attività svolte e sviluppare la rete di collegamenti verso il Parco delle Madonie. Ad integrazione delle limitate necessità energetiche, è stata ipotizzata la realizzazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura degli edifici pubblici.