Borgo Franchetto

Borgo Franchetto ricade nel vasto territorio di Castel di Judica (10228ha), insieme alle frazioni di Giumarra, Carrubo, Cinquegrane e San Giovanni Bellone.
Il centro rurale, grazie alla Scuola, alla Chiesa e all’Ambulatorio Medico, avrebbe permesso alla popolazione agricola già presente nella zona di evitare lunghi e costosi spostamenti. Per questo motivo, il Consorzio di Bonifica di Caltagirone, ente promotore dell’opera, non pianificò la costruzione di alcuna casa colonica.
Come spesso accade per i borghi non realizzati dall’ERAS, le fonti documentali sono pressochè nulle. Anche in questo caso, infatti, è difficile sapere chi fosse il progettista, cosa fosse indicato nella relazione tecnica, nei disegni e nei computi. Tuttavia, grazie alla seduta del 31 Agosto 1953 del Provveditorato alle Opere Pubbliche per la Sicilia, è possibile individuare il 7 Maggio 1953 come data della domanda di concessione e del progetto dei lavori per la costruzione del Borgo. La spesa non avrebbe dovuto superare gli 80.000.000Lire, tetto massimo consentito per un Borgo di Tipo C, secondo quanto stabilito dal D.A. 1 Aprile 1953.
Secondo la mappa aggiornata al 31 Dicembre 1956 redatta dall’Ente di Riforma Agraria ed in cui erano indicati sia i borghi ERAS che quelli consortili, non solo Borgo Franchetto non veniva indicato ma non erano nemmeno previste zone di appoderamento. Una delle diverse anomalie storiche e archivistiche che lo collegano al vicino Borgo San Giovanni Bellone.
Ricadente anch’esso a confine tra il Consorzio di Bonifica di Caltagirone – a cui appartiene – e il Consorzio della Piana di Catania, Borgo San Giovanni Bellone, posto a pochi chilometri di distanza, riprende chiaramente lo stile di Borgo Franchetto, differenziandosi da questo solo per l’ubicazione degli edifici. La domanda di concessione di progetto per la costruzione del Borgo fu vagliata dal Provveditorato alle Opere Pubbliche il 6 Maggio 1955, esattamente due anni dopo il vicino centro rurale in c.da Franchetto.
Secondo alcuni fonti, fino agli anni ’60 il Borgo Franchetto era vissuto pienamente da una comunità di circa 500 persone che si dedicavano alla coltura di legumi e cereali. Anche a San Giovanni Bellone era presente la Scuola, l’Ambulatorio Medico e la Chiesa intitolata a S. Giovanni Battista, oggi deposito per macchine agricole e fieno per gli animali.
Il 9 Gennaio 1963, il Comune di Castel di Iudica stanziò 21.305.oooLire di cui 18.961.000Lire su fondi della Cassa per il Mezzogiorno per l’elettrificazione di Borgo Franchetto, Borgo San Giovanni Bellone e della C.da Gambanera. I lavori furono conclusi il 27 Settembre e collaudati il 4 Febbario 1967.
Grazie al DPR n.1320 del 31 Luglio 1963, fu riconosciuta agli effetti civili l’erezione della parrocchia di San Francesco d’Assisi di Borgo Franchetto, facendo seguito al decreto dell’Ordinario diocesano di Caltagirone del 4 ottobre 1960, integrato con dichiarazione del 15 marzo 1962.

Se le opere del Consorzio di Caltagirone, oggi Consorzio 7 in base al D.P.R.S. 23 Maggio 1997 n.151, si fermarono ai soli servizi, ciò che fu realizzato dall’ERAS fu molto più consistente e capillare. Nei pressi dei due borghi di Castel di Iudica, infatti, l’Ente di Riforma realizzò durante la prima metà degli anni ’50 diversi agglomerati di Case Coloniche in C.da Ficuzza (P.R.395), Granilia (P.R.118 – Lotti 47), Cuticchi e Ventrelli (Progetto 1953, P.R.27 – Lotti 46), di cui rimangono anche i disegni per i borghi di tipo C e quelli relativi alle contrade Albospino e Favate (P.R.214 – 559) che però non andarono oltre alla fase progettuale.