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Borgo Filaga

Borgo Filaga, o meglio La Filaca, unica frazione abitata del Comune di Prizzi, conserva il nome di un antico presidio militare bizantino (Phylakè) fondato probabilmente intorno al 750. La sua funzione era quella di proteggere i vari insediamenti e le vie di comunicazione verso Bivona, Castronovo, Palazzo Adriano e Vicari. In seguito alla conquista musulmana della Sicilia, il presidio della Filaca venne distrutto intorno all’839. Venuta meno la funzione di presidio, si assistette al progressivo spopolamento dell’intera area ma grazie al Barone Pietro Rostagno che ereditò l’antico centro nel 1792 dalla Real Commenda della Magione di Palermo, fu fondata sotto il nome di S. Ferdinando Bonriposo l’attuale borgata.
All’inizio del XX Secolo ed ancora prima dell’esperienza dell’Agro Pontino, il Regime progettò una serie di villaggi rurali da far sorgere nei territori interni della Sicilia per favorire l’insediamento delle famiglie di lavoratori. I piccoli centri erano composti da semplici fabbricati semicollettivi – detti baraccamenti – dotati di acqua potabile e talvolta di una minima struttura sanitaria che, alla fine dei lavori per cui erano stati realizzati, potevano esser ceduti agli enti locali o a privati per divenire dei veri e propri borghi rurali dopo opportune trasformazioni.
Nel testo sulle opere pubbliche realizzate in Sicilia nei primi dieci anni di governo fascista viene riportato che

nell’aprile 1927, alla presenza dell’Ecc. Giuriati, fu inaugurato un villaggio agricolo e n° 68 villaggi tipo. 5 di questi villaggi sono sorti con una spesa di £ 5 milioni, capaci di dare alloggio a 73 famiglie di coltivatori: Borgo Littorio in territorio di Mezzoiuso, Borgo Regalmici in territorio di Castronovo, Borgo Sferro in territorio di Catenanuova e Borgo Filaga in territorio di Prizzi

Borgo Filaga venne inaugurato il 28 ottobre 1928 in occasione della celebrazione del VI annuale della marcia su Roma alla presenza delle autorità locali e di una folla proveniente da Prizzi, Lercara e dai paesi vicini. La cerimonia di inaugurazione avenne alle 11 del mattino durante la quale si organizzò un’imponente sfilata di una squadriglia della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, dell’O.N.B., delle piccole italiane e di altre organizzazioni fasciste. A guidare il corteo il podestà e la moglie Angelina Sparacio Calabrese che tagliò il nastro tricolore e prese possesso dei locali. Seguì il discorso del Sacerdote Don Alongi il quale, dopo aver inneggiato al Duce, al Fascismo, al Re, all’Ing. Piraino capo dell’Uff. Costruzioni Ferroviarie di Palermo, concluse con la benedizione del centro rurale.
Nel 1935, il villaggio accolse i lavoratori impiegati nella realizzazione dell’acquedotto consorziale promiscuo di “Montescuro Est”, curata dall’Ufficio delle Nuove Costruzioni Ferroviarie per una spesa di 25.000.000Lire. Come riportato nel resoconto delle opere pubbliche redatto dal Provveditorato per la Sicilia inerente le attività del Regime fino al 1937, l’approvigionamento idrico avrebbe servito i Comuni di Lercara Friddi, Roccapalumba, Alia, Caccamo, Vicari, Montemaggiore Belsito, Aliminusa e Prizzi. A beneficiare del nuovo acquedotto furono anche le  stazioni di Filaga, Castronovo Depupo, Lercara e le 19 case cantoniere doppie lungo il tracciato della linea a scartamento ridotto Lercara Bassa – Filaga – Magazzolo, costruita tra il 1912 e il 1924 e chiusa nel 1959. Anche la Stazione di Prizzi, ricadente sulla linea Filaga – Palazzo Adriano (1918\20 – 1959), fu servita dal nuovo acquedotto di Montescuro.
Borgo Filaga, almeno nelle previsioni progettuali, presentava lo stesso impianto planimetrico proposto dalla circolare ministeriale del 1925 ma della piazza quadrangolare delimitata da quattro edifici ad L con gli angoli in diagonale, che faceva da fulcro all’intero villaggio e da cui si sviluppavano simmetricamente i fabbricati, restano solo due edifici ed il piedistallo di una statua che doveva essere posta al centro della piazza stessa. È come se del villaggio ne fosse stato realizzato solo metà [per maggiori informazioni, si consulti il testo di Tiziana Basiricò “Architettura e Tecnica nel Borghi della Sicilia Occidentale].
Secondo quanto stabilito dall’Art. 33 delle Legge Regionale n.104/1950 sulla Riforma Agraria in Sicilia era necessario che il terreno da consegnare ai contadini soddisfacesse precisi requisiti. Il P.R. 285 su cui sorgono ancora oggi le case coloniche, espropriato alla ditta Arezzo Corrado per un’estensione di ha 142,55.47, presentava secondo quanto rilevato dalla relazione agraria del 5 Luglio 1954 e curata dall’agronomo Dr. Calogero Campisi una scarsa produttività. Si scelse, così, di “adottare lotti piuttosto grandi pur senza oltrepassare i limiti impostici dalla legge”. Per ventidue dei ventisette lotti ricavati, le casette sarebbero sorte sul terreno adiacente al vecchio Borgo Filaga (particelle 19-72-117-5-132-21 del foglio 70), per i restanti cinque lotti più lontani, invece, si progettò di costruire le abitazioni sul lotto stesso. In questa fase, non erano stati pensati nuovi servizi pubblici, in quanto sufficienti quelli esistenti. Il sorteggio per la consegna delle nuove case coloniche fu programmato per il 18 Luglio 1954 alle ore 9 dinanzi al Sig. Antonino De Marco e al Sindaco di Prizzi a cui era chiesto di mettere a disposizione gli elenchi dei concorrenti, secondo l’art. 40 della Legge n.140/1950, e un ampio locale in cui svolgere le operazioni. Tuttavia, a causa di alcune ragioni tecniche “non si è potuta rispettare l’ubicazione di molte case, ne la superficie assegnata” tanto da rendere necessaria la modifica del P.R. 285. Dopo vari rinvii, il 4 Agosto 1957, davanti al Notaio Dr. Giovanbattista Velez, si riuscirono a consegnare presso il Centro Assistenza Assegnatari di Corleone 20 delle 27 quote, in attesa della “definitiva attribuzione che avrà luogo non appena sarà approvato il piano di ripartizione 285 modificato”.
A completare il Borgo provvide successivamente l’Ente di Riforma Agraria che, su 56.000ha di territorio assegnati al 26 Agosto 1955, progettò 68 scuola rurali “isolate” di cui 20 nella sola provincia di Palermo. Tra queste anche quella prevista per Borgo Filaga per una spesa massima standard di 15.000.000Lire. La necessità di un intervento che non fosse solo progettuale fu avanzata il 4 Aprile 1957 quando il Sindaco di Prizzi richiese all’ERAS la costruzione di un edificio scolastico. La spesa avrebbe gravato sul “bilancio della Gestione Speciale R.A. dato che il Borgo, pur non ricadente direttamente in zona di riforma è limitrofo ad alcuni lotti assegnati in conseguenza dell’applicazione della legge sulla Riforma Agraria”, secondo quanto indicato nella nota n.4385 dell’1 Giugno 1957.
Durante il 1959, lo scarso utilizzo comportò la chiusura della ferrovia mentre l’ERAS decise di costruire a sostegno delle strutture preesistenti di Filaga e a servizio delle 27 case di assegnatari della Riforma Agraria ricadenti nel P.R. 287 un Borgo Ridotto, grazie al D.A.1895/R.A. del 5 Febbraio. Vennero stanziati 32.347.170Lire, di cui 28.800.000 per i lavori a base d’asta e 3.547.170 come somme a disposizione, suddivise in 1.499.670 per gli arredamenti dei locali, 1.485.33Lire per gli imprevisti, 225.000Lire per l’alberatura e 337.500Lire per l’acquisto dei 2.500mq di terreno su cui far sorgere le strutture. Il progetto di Borgo Filaga fu affidato all’Ing. Giovanni Imburgia dell’ERAS, mentre a curare la realizzazione delle case coloniche con gli annessi fienili fu l’Ing. Matteo Giordano con le opere dell’Impresa Ernesto Nicolò.
Una volta completata la consegna delle case era necessario garantire i servizi essenziali come quello postale. Era il 30 Giugno 1960 quando il preposto dell’Ente Antonino L’Ala comunicava all’Ufficio Borghi che gli assegnatari “hanno richiesto l’istituzione di uno sportello per il pagamento delle pensioni” e di una delegazione municipale. Nonostante l’interesse dell’ERAS ad accogliere la richiesta, dato anche “il continuo sviluppo del borgo”, la causa si arenò quando la Direzione Provinciale delle Poste e Telecomunicazione con nota n.3830/3B del 3 Marzo 1961 comunicò che “la questione relativa al pagamento delle pensioni nelle località prive di agenzia postale è oggetto di studio da parte dei competenti servizi di questa Amministrazione P.T.” e pertanto non era possibile prendere in considerazione l’istanza inoltrata dai pensionati di Borgo Filaga. L’istituzione del servizio delegato municipale fu, invece, rinviata a causa delle ristrettezze economiche del Comune di Prizzi che al primo Agosto 1960 non aveva la possibilità di “reperire i mezzi per fronteggiare la spesa relativa”, come indicato con nota n.2645 firmata dal Commisario Regionale Gaspare Butera.
Attraverso la nota n.196 del 28 Dicembre 1962, la Curia di Monreale segnalava la necessità di erigere a parrocchia la vecchia chiesa di Filaga, la Vicaria Curata, per venire incontro ai bisogni della popolazione di “fruire di una assistenza religiosa permanente”. L’ERAS, rifacendosi alla Legge n.1 sulla Colonizzazione del Latifondo e sulle Leggi Regionali n.104 e n.9 sulla Riforma Agraria, ritenne opportuno dover concedere un contributo una-tantum di 1.300.Lire, da convertire in titoli di Stato (reddito 5%) per la costituzione di una rendita annua di 65.000Lire di congrua per le spese annuali di culto, in base al contenuto delle circolari del Ministero dell’Interno – Direzione Generale del Culto n.2839 del 3 Marzo 1950 e n.02069/13F.G. del 24 Luglio 1956. Con nota n.27066 del 18 Marzo 1957, l’Ente fece formale richiesta all’Ass. Agricoltura e Foreste che rispose l’11 Maggio autorizzando a predisporre “gli atti necessari per l’attivazione ed il mantenimento in funzione dei servizi pubblici indispensabili, tra i quali quello di assistenza religiosa”. Grazie alla Deliberazione n.1726 del 17 Maggio 1957, approvata con nota n.7374 il 21 Maggio dall’Assessorato competente, l’ERAS fu autorizzato alla concessione del contributo che fu erogato grazie alla nota n.171bis del 30 Gennaio 1963 e che avrebbe inciso sul Cap.30bis – Parto Uscito – del bilancio di Previsione della Gestione Speciale R.A. per l’esercizio finanziario 1962-63. Il 21 Agosto 1964 entrò in vigore il D.P.R. n.642 dell’1 Luglio col quale, sulla proposta del Ministro per l’interno, fu riconosciuto agli effetti civili, il decreto dell’Ordinario diocesano di Monreale in data 1 settembre 1963, integrato con dichiarazione della stessa data, relativo all’elevazione in Parrocchia della Vicaria curata autonoma di San Ferdinando Re.
In un documento del 25 Maggio 1965, l’Ing. Paolo Abbadessa e l’Ing. Luigi Panico sottolineavano come fosse opportuno uno nuovo, più ampio ed accogliente edificio religioso per i circa 500 abitanti di Borgo Filaga, molti dei quali assegnatari di R.A.. Lo stesso problema era stato già denunciato nel 1962 dall’Arcivescovo di Monreale in quella lettera di cui abbiamo parlato in precedenza. In seguito al sopralluogo effettuato, infatti, la vecchia chiesetta di proprietà della Curia Arcivescovile di Monreale presentava “modeste dimensioni e precarie condizioni di manutenzione”. Fu riscontrato come la Chiesa e i locali adibiti ad asilo abbisognassero di “una revisione totale e di eventuali modifiche delle coperture a tetto […], il rifacimento delle soffittature e degli intonaci […], il completamento dell’arredamento” per una spesa totale di 6.000.000Lire. Dato che i lavori di manuntezione non potevano essere effettuati dall’ERAS poichè le “opere non sono state eseguite da questo Ente”, fu ravvista l’opportunità di “costruire una nuova Chiesa, oltre ad una scuola-asilo, per altro già a suo tempo progettata, approvata e non eseguita per mancanza di fondi”. Così, il 10 Dicembre 1966, lo stesso Imburgia rispolverò il vecchio progetto del 1959 inserendo una nuovissima chiesa che avrebbe completato le necessità di Borgo Filaga.
I lavori per la costruzione della Scuola – Asilo, del fabbricato alloggi e della Chiesa con canonica furono avviata “in forza del D.A. n. 2909/R.A. del 30.3.1967 che approvava il progetto”. I terreni sui quali furono realizzati gli edifici del Borgo furono espropriati alla ditta Cutrano Bernardo per una superficie di Ha 0.35.30 (Art.13274 – Fgl.68 – PArt.32/b). La firma del contratto d’appalto fu posta il 24 Settembre 1969 tra l’ESA e l’Impresa di costruzione Compagno Gaspare che il 19 Maggio 1972 firmò l’atto di sottomissione. L’incarico del collaudo degli edifici di Borgo Filaga fu affidato al Dott. Ing. Ugo Costa con D.M. 21 Maggio 1976 n.21/1411. Costa, durante la prima visita di collaudo del 19 Luglio alla presenza del titolare dell’Impresa, del direttore dei lavori e dell’addetto alla contabilità il Geom. Vincenzo Lo Cascio, non trovò nulla da eccepire sul risultato delle opere tranne che per “alcune discordanze nella pavimentazione del fabbricato alloggi” riportate in contabilità che fecero slittare il collaudo al 26 Agosto. Effettuata la revisione dei prezzi e dopo aver accertato la “piena ed incondizionata rispondenza quantitativa e qualitativa tra lo stato di fatto esecutivo e la contabilità dei lavori”, il Dott. Costa con la congiunta sottoscrizione delle parti interessate certificò la ottima riuscita dei lavori.
Il 9 Maggio 1977 si procedette alla consegna di Borgo Filaga al Comune di Prizzi secondo l’art. 1 delle Legge 890/1942. Il Dott. Antonino L’Ala, rappresentante dell’ESA, formalizzò il passaggio al Sindaco Garofalo Antonino che accettò “impegnandosi formalmente, prima di dare inizio ai lavori di ristrutturazione e di restauro di cui alla deliberazione dell’Ente n.590/C.A. del 25 Giugno 1986 di emettere apposita ordinanza per la estromissione, anche con intervento della locale Arma Benemerita, degli occupanti abusivi di alcuni locali” degli alloggi insegnanti. Al momento della consegna, gli edifici costruiti circa vent’anni prima non presentavano particolari anomalie strutturali, mentre invece erano necessarie “grandi riparazioni agli impianti, agli intonaci esterni” e alle coperture. La scuola presentava forse la situazione più critica: era in stato di “completo abbandono e di continuo saccheggio; di tutto il complesso è rimasto solamente lo scheletro strutturale”.
La vita di Filaga nel 1981 fu descritta, grazie al documentario di Biagio Scrimizzi e Nuccio Vara per conto della Rai, attraverso le parole dei suoi abitanti e con un commento critico finale di un giovanissimo Enzo Guarrasi. Un’anziana racconta dell’emigrazione, della mancanza di servizi essenziali e il maestro che da Prizzi va al piccolo centro per le lezioni. Quest’ultimo, in modo lungimirante per l’epoca, auspica un rilancio turistico, unica possibile fonte per dare una nuova vita a uno di quei centri siciliani “di cui si conosce solo il nome, quasi per una leggenda”, come diceva Giuseppe Fava.
Quello che fu il destino di Borgo Filaga, però, non fu diverso da ciò che abbiamo descritto a riguardo degli altri borghi di Sicilia. Nonostante la vita non sia mai stata interrotta, anche per il piccolo centro di Prizzi l’abbandono decretò l’inevitabile rovine delle opere costruite. Circa quindici anni dopo il collaudo effettuato dall’Ing. Costa, l’ESA dovette constatare che l’edificio alloggi e la scuola “sembra siano stati abbandonati e quindi, senza custodia, sottoposti a saccheggiamenti e ad atti di vandalismo con gravissimi danni agli infissi interni ed esterni molti dei quali sono stati divelti”. L’unica strutta che sembrava resistere al tempo ed al mal costume dell’uomo fu la Chiesa che “grazie a precise sottoscrizioni dei borghigiani, i danni sono stati riparati per cui la stessa viene custodita ed attivata per le funzioni religiose”. L’unica soluzione per mettere un freno al degrado in atto sembrò quella di concedere agli occupanti abusivi l’utilizzo dei locali. Furono, infatti, diverse le lettere inviate all’Ente da parte di gente realmente bisognosa durante i primi ann ’80. Lo stesso Maresciallo della locale stazione dei Carabinieri in una missiva del 15 Ottobre 1985, andando oltre il suo compito istituzionale, sembrò voler tollerare la situazione del Sig. Antonino Bagarella. Questi, dopo aver subito uno sfratto e non sapendo dove sistemare la propria famiglia, “senza fare violenza ad alcuna cosa in quanto le porte non esistevano più o se esistevano erano aperte si è sistemato in uno dei quattro appartamenti” della scuola. In seguito a questa e ad altre segnalazioni, tra il 7 e l’8 Gennaio 1986 l’Ing. Roberto La Porta per conto dell’ESA effettuò un accurato sopralluogo per stabilire la reale stabilità ed abitabilità degli edifici. Dalla relazione risultò che

la presenza degli attuali occupanti rappresenta una forma di guardiania a tutela di tutto il borgo e quindi del patrimonio dell’Ente anche perchè, come può rilevarsi dalla relazione della Sede Zonale di Corleone, le costruzioni dopo il collaudo sono state sottoposte a saccheggiamenti ed azioni di vandalismo […] per mancanza appunto, di custodia.

Da tali considerazioni, il 23 Gennaio 1986 il capo servizio Riforma Agraria Dr. Agostino Giudice propose, superando le indicazioni delle Legge n.890/1942, che gli appartamenti del Borgo “vengano dati in temporaneo uso agli stessi occupanti abusivi anche in considerazione delle spese dagli stessi sostenute per il riattamento degli appartamenti e ciò fino a quando il Borgo non sarà consegnato al Comune di Prizzi a norma delle vigenti disposizioni”. La richiesta di passaggio di Borgo Filaga fu formalizzata con nota n.2242 del 27 Marzo 1986, secondo la Delibera del Consiglio Comunale n.130 del 21 Luglio 1981.
Grazie alla proposta del Servizio Edilizia e Viabilità dell’ESA con deliberazione 590/C.A. del 25 Giugno 1986, il Comitato Esecutivo dell’Ente approvò il progetto di restauro di Borgo Filaga redatto dal Comune di Prizzi per un importo di 440.000.000Lire. Con successiva deliberazione n.827/C.A. del primo Ottobre di quell’anno, l’Ente di Sviluppo Agricolo autorizzò il trasferimento a titolo gratuito degli edifici e degli impianti al Comune. Il verbale di consegna fu sottoscritto il 9 Maggio 1987 alla presenza del Dr. L’Ala per l’Ente e del Sindaco della cittadina il Sig. Garofalo Antonino. Questi accettava di prendere in carico gli edifici e gli impianti di Borgo Filaga nello stato rilevato in precedenza dalla relazione dell’Ing. La Porta.